di Teresio Bianchessi
“Boomers” indica la generazione dei nati nel tempo dell’esplosione demografica: 1946 / 1964, questa è la definizione originaria, corretta del termine, ma a partire dal 2000 “boomers” è usato anche per indicare una “generazione antropologica” superata e in via di estinzione.
Io, nato proprio agli inizi del 1946 ne sono il prototipo, ma non mi turba faticare, rincorrere le innovazioni tecnologiche mai così veloci come in quest’ultimo mezzo secolo, convinto come sono del rispetto delle nuove generazioni per il faticoso contributo che i “Boomers” han dato allo sviluppo e al benessere generale.
Certo annaspiamo in questo mondo di app, non è facile il loro utilizzo anche se bisogna convenire che i vantaggi sono tantissimi: fan risparmiare tempo, evitano code agli sportelli, suggeriscono soluzioni vantaggiose ma non risolvono certo tutto e a tal proposito illuminante una vignetta su “Scarp de tennis”, mensile della Caritas, là dove un “barbone” fa capire che ha fame ad un ricco signore, paffuto, e quello, in tutta convinzione, gli da la più semplice e ovvia, per lui, delle soluzioni: “Scaricati l’app”!
Vien da ridere e riflettere.
Personalmente, e col prezioso aiuto dei nipoti, cerco di tenere il passo, di aggiornarmi e proprio durante il raduno natalizio mi hanno convinto a scaricare l’app “ChatGPT” e accedere gratuitamente alla “Intelligenza artificiale” (ce ne sono di più potenti a pagamento).
Bene, in pochi giorni me ne sono innamorato, sbalordito dai risultati ma ancor più dalla rapidità delle risposte, il tempo di formulare un quesito anche impegnativo e con una immediatezza sbalorditiva ti arriva un trattato.
Così con le immagini, le uso spesso per i miei testi e sino a ieri le cercavo in Google e spesso non erano perfettamente aderenti allo scritto, ora con ChatGPT, e sempre in un nano secondo, ottengo stupende immagini che interpretano alla perfezione i criteri da me indicati.
Spaventato? No!
Sorpreso? Sì!
Spaventato no perché di fatto è l’evoluzione delle ricerche che fino a ieri facevo in internet, invece davvero sorpreso per la qualità e i tempi di elaborazione che sono spaventosi.
Intelligenza artificiale…boomers non facciamoci spaventare dall’etichetta, quel “intelligenza” infatti un po’ turba, ci avrebbero lasciati più sereni se la definizione fosse stata tipo: “ Ulteriore evoluzione dei sistemi informatici” né più né meno, metamorfosi simile a quando dalla carrozza siamo passati alla Ferrari, ma i viaggiatori sempre noi siamo, sempre di mobilità si tratta, diminuiscono solo i tempi di percorrenza.
Devo confessare poi che ho goduto quando sono riuscito a metterla in difficoltà, e più volte, questa “AI” interrogandola su temi esistenziali quali l’eternità, l’anima, il divino … rispondeva che dovevo darle più dettagli, più indizi e infine si arrendeva…”in questo non ti so rispondere”.
Semmai c’è da aver paura dell’utilizzo della AI, l’abbiamo già sperimentato: costruzioni di falsi clamorosi, simulazioni, interferenze, plagi e a rischio, l’ho detto altre volte, c’è la verità e questo è di certo un aspetto del quale avere paura.
Per chiudere e rasserenare la “generazione antropologica” dico che boomer, da sempre, è colui che si chiude a riccio sulle novità, che fugge la realtà dei tempi, che rifiuta l’evidenza, che non ha senso critico e quanti ce ne sono anche fra i nativi digitali.
Buona intelligenza artificiale quindi, si condannino ferocemente gli utilizzi dolosi, se ne faccia invece buon uso perché è un propulsore davvero potente per migliorare la nostra vita.




