di Giuseppe Russomanno
foto di Elia Parolini
Questa sera, a Grono, si è scritta l’ultima pagina di una lunga storia sportiva. Il campo di calcio comunale, teatro di innumerevoli partite e di passioni giovanili, ha ospitato per l’ultima volta i passi e i sogni di tanti ragazzi e giovani accorsi per salutarlo. Un addio carico di emozione, perché quel rettangolo verde non è stato soltanto un luogo di sport, ma anche un punto di incontro, di crescita e di comunità.

Al suo posto, sorgerà la nuova piscina comunale, un progetto atteso da anni. Un’esigenza che si era fatta sempre più sentire dal momento in cui il centro sportivo di Vera, a Roveredo, aveva dovuto chiudere i battenti per lasciare spazio alla nuova autostrada.
Le attività calcistiche non si fermeranno, ma troveranno nuova casa nel campo di Leggia, frazione di Grono, che verrà riportato a condizioni ottimali per accogliere le sfide e le speranze delle nuove generazioni.
Per chi ha vissuto in prima persona la storia del campo di Grono, questo addio assume un significato particolare. Il ricordo corre inevitabilmente a Guido Censi, guida e mentore del gruppo sportivo locale, che con dedizione ha sostenuto e alimentato il calcio nel Moesano. Dopo di lui, il figlio Camillo con i fratelli Marcello e Samuele che hanno raccolto quell’eredità familiare, portandola avanti con passione e impegno per il bene dell’intera comunità. Un bel regalo per Guido che può vedere i suoi sogni prendere forza per una nuova vita!
Anche il redattore di questo articolo conserva ricordi personali legati a quel campo. Per sostenere la società sportiva, aveva frequentato il corso di arbitro e diretto qualche partita delle categorie giovanili. Un modo per dare una mano concreta al gruppo e, allo stesso tempo, per stare più vicino al figlio Marco, che proprio su quel terreno aveva iniziato a praticare il calcio con entusiasmo e passione.
Il campo di Grono è stato più di un impianto sportivo: è stato il luogo dove molti hanno mosso i primi passi nel calcio, dove amicizie si sono forgiate, dove la gioia di una vittoria e l’amarezza di una sconfitta hanno insegnato valori che vanno oltre lo sport.

Oggi si chiude un capitolo, ma non la storia del calcio a Grono. Per questo, un grazie sincero va a tutti coloro che hanno contribuito a mantenere vivo questo sport e che, con la stessa passione, continueranno a farlo altrove.
Un addio che non sa di fine, ma di continuità. Perché lo spirito del campo di Grono vivrà in ogni partita che verrà giocata, in ogni giovane che continuerà a rincorrere un pallone, e in ogni comunità che nello sport troverà ancora un motivo per sentirsi unita.





Avendo frequentato tanto la Bassa Mesolcina, mi sento di dire due parole. Il Campo da Calcio di Grono non riesco a visualizzarlo, tuttavia trovo OTTIMO che si stia sviluppando il progetto della Piscina, dopo la Pista da Hockey su Ghiaccio a San Vittore. Ho frequentato tanto il Centro Vera di Rorè che mi pareva un bel punto di aggregazione tra Piscina e Ristorante/Pizzeria e bellissimo Campeggio con tanti servizi. Dietro il Campeggio viveva una colonia felina che con la mia amica del cuore nutrivamo e curavamo – e siamo riusciti anche a catturare con le gabbie a scatto per ricollocarli presso altre colonie curate e tenute sotto controllo da tante Volontarie.
In particolare due Ospiti schweizer del Campeggio si erano “fatti in quattro” ed avevano costruito un bellissimo rifugio felino nel bosco, rialzato da terra come una specie di casa sull’albero per tenere il cibo al riparo da pioggia e dai non-gatti.
Non so se faccio bene a raccontarlo, tuttavia la vitalità della Valle si misura anche dalle piccole cose scomparse dalle città e dalle loro periferie ormai non più esistenti. Mi mancano tanto quelle cose lì particolari della valle!
il Pino