“La valle Calanca all’inizio del Cinquecento” con la storica Emma Negretti

Venerdì sera 4 ottobre 2024 una gremita Sala degli specchi del Centro Culturale Cascata in Augio ha accolto l’interessante conferenza “La valle Calanca all’inizio del Cinquecento” della storica di origini calanchine Emma Negretti.
Premettendo che approfondire le notizie storiche e geografiche del 1500 non è impresa facile, essendo le fonti scritte e affidabili assai scarse o ancora da scoprire magari nei vari archivi comunali e parrocchiali, nella sua relazione Negretti ha cercato di esaminare la Valle di allora rispetto alla situazione attuale dal punto di vista paesaggistico, con piccoli e medi insediamenti abitati tutto l’anno, molto più numerosi e più popolati di quelli attuali, ricordando il processo di colonizzazione iniziato nel XII secolo, lo sviluppo delle chiese, l’ «Istrumento (1550) per la costruzione e manutenzione delle strade da parte delle mezze degagne per tutta la comunità della Valle» e poi l’affermarsi dei comuni.
Negretti ha pure cercato di rispondere alle domande su come in quel periodo storico viveva la gente, su cosa mangiava o rispettivamente non mangiava, dove vivevano le persone e quali lavori facevano. La storica ha pure esaminato il primitivo sviluppo verticale delle abitazioni, seguito da quello orizzontale, l’aspetto della cucina, le torbe, i mulini, i pascoli e i campi molto più estesi degli attuali. Ha pure ricordato delle particolarità ormai scomparse, come il laghetto a Pian Aln, formatosi da una frana presso Cauco nel 1513, e che mancavano alcune caratteristiche odierne come ad esempio la strada cantonale, il laghetto artificiale di Buseno, le cave, ecc.
Riassumendo, durante la conferenza, che ha toccato prevalentemente aspetti della Val Calanca interna, è emerso che nel 1500 la vita in Valle era prevalentemente agricola e pastorale. Gli abitanti si dedicavano alla coltivazione di cereali, alla selvicoltura e all’allevamento del bestiame. Le difficoltà di accesso alla valle limitavano i commerci esterni, rendendo la comunità in buona parte autosufficiente. Le famiglie contadine erano organizzate in piccole comunità rurali con un forte senso di identità locale. La struttura sociale era basata su un’economia di sussistenza, con poche risorse materiali, ma con una buona coesione sociale.
La serata in Augio è stata organizzata nell’ambito dei festeggiamenti per i 500 anni delle Tre Leghe e a tal proposito Negretti si è infine soffermata sulla portata e le ripercussioni della federazione delle Tre Leghe sulla Valle, influsso assai marginale specialmente per la Val Calanca interna, allora assai remota da oltre San Bernardino e con solo alcuni contatti specialmente con le zone limitrofe più vicine come la Bassa Mesolcina e le terre ticinesi.




