di Teresio Bianchessi
E’ quotidiano lo sforzo di tenere a freno il pensiero che dice: il mondo è cambiato, è cambiato in peggio, provo anche a dirmi: sei vecchio, ma oggettivamente i frequenti inciampi della vita rafforzano l’idea che il mio cruccio contenga delle verità.
Come nascondere infatti le disumane attese agli sportelli, il fastidio di sentirsi dire che la colpa è del sistema informatico, SISTEMA INFORMATICO lo scrivo in stampatello perché oramai la colpa di tutti i nostri disagi è la sua.
Ho provato ad incontrarlo ma non c’era, né lui né personale dedicato, credo perché ormai è diventato potente e inarrivabile come una divinità, per fortuna c’è sempre un tutor dalla voce fastidiosa pronto ad aiutarti, l’ultimo risponde per violazioni alla mia carta di credito: 7 addebiti da € 1,25 cadauno che mi hanno obbligato a bloccarla.
Che impiccio dialogare col tutor mentre tu, in difficoltà, pensavi di trovare conforto che so, nel signor Rossi, piuttosto che nella signorina Bianchi.
Provo a chiamare il numero fisso della filiale, chiedo di passarmi la mia interlocutrice ma mi rispondono che sulle scrivanie non hanno più il telefono fisso, non possono girare la mia telefonata.
Fatico a capire, mi viene spiegato che è in corso una riorganizzazione che porterà…porterà di sicuro …a nuovi tutor che cacceranno il signor Rossi e la signorina Bianchi; esprimo garbatamente il mio disappunto che stura la disperazione degli stessi addetti e questo rimanda, più in generale, alla disumanizzazione del mondo del lavoro dove oramai non si ha più diritto nemmeno alla propria scrivania.
Se siete arrivati fin qui a leggere do per scontata l’obiezione: ma perché titolare: “Visioni apocalittiche”, sono cose che conosciamo, scontate, che capitano anche a noi, ordinarie, è il progresso, ti devi adeguare, sveglia.
Non è così; la “visione” che intravedo è quella di un mondo dove il potere diventa ancor più bieco, subdolo e potrà usare ancor più “violenza” senza il fastidio di doversi interfacciare viso a viso, sballottandoci sino alla sfinimento da un umanoide all’altro.
Torniamo all’esempio: sportelli bancari chiudono, riduzione di personale all’ordine del giorno anche quando gli istituti producono utili e brucia da matti pensare che la tecnologia ha portato ad una efficienza che raddoppia, o forse di più, i risultati dei singoli, senza nessun tornaconto per loro.
Perché non è possibile addolcire la faticosa vita dei più riducendo, per esempio, a parità di stipendio, gli orari di lavoro imprimendo così una sterzata che porterebbe a una vita migliore, a una società meno arrabbiata, stressata che avrebbe finalmente tempo per gli affetti, per la salute, per lo svago, per pensare.
Pensare?
Lasciare tempo per pensare?
Mai!
Troppo pericoloso per il “Grande Fratello”.




