Una Panchina Gigante per i 10 anni di attività dell’Associazione al Pian

COMUNICATO STAMPA


Sabato 26 luglio, alla presenza di una cinquantina di socie e soci, si è tenuta l’annuale Assemblea dell’Associazione Al Pian, che quest’anno celebra con orgoglio i dieci anni dalla sua fondazione. Nata nel 2015 con lo scopo di promuovere iniziative culturali, ricreative e sportive a favore di residenti,
proprietari di case di vacanza e villeggianti, l’Associazione ha saputo negli anni diventare un punto di riferimento per la comunità di Pian San Giacomo. Attualmente conta un centinaio di membri, per lo più nuclei famigliari. I suoi obiettivi includono la valorizzazione del territorio, la promozione del turismo sostenibile e delle attività economiche locali, nonché la creazione di sinergie con enti, associazioni e realtà attive nella regione.
Per celebrare il traguardo, il Comitato ha deciso di lasciare un segno tangibile e duraturo sul territorio con un’opera speciale: una Panchina Gigante, installata lungo il suggestivo giro di Andrana. Non si tratta di una semplice seduta, ma di un’iniziativa capace di regalare un’esperienza fuori dal comune. Sedersi sulla Panchina Gigante significa riscoprire lo stupore dell’infanzia e ammirare con nuovi occhi il paesaggio che ci circonda.
Il progetto è stato reso possibile grazie alla collaborazione e al sostegno del Municipio di Mesocco, del Patriziato di Mesocco e della Carpenteria Tamò di Lostallo. Invitiamo calorosamente residenti, turisti e visitatori a scoprire la Panchina Gigante, nuova tappa simbolica del nostro territorio, e a lasciarsi incuriosire da questa insolita attrazione che arricchisce ulteriormente Pian San Giacomo.
Chi desidera unirsi all’Associazione o saperne di più sulle attività può visitare il sito www.al-pian.ch.

2 commenti su “Una Panchina Gigante per i 10 anni di attività dell’Associazione al Pian”

  1. Sembrerebbe quasi, che a Mesocco il turismo funzioni a due marce.
    Una ridotta (quella di Pian San Giacomo), l’altra usando la 6a di una F1 da corsa.
    Ma si sà, che viviamo in un periodo di contrasti enormi, dettati dal Capitale internazionale e da persone che non vivono il territorio come invece lo fanno giornalmente i residenti.
    Pian San Giacomo è forse uno dei posti più belli della Mesolcina. Speriamo che almeno quello, saremo in grado di preservarlo per le generazioni future.
    Un’opera del genere dovrebbe a mio modo di vedere essere in grado di far riflettere su questo genere di tematiche.

    La natura ha un potere meditativo incredibile, di valore inestimabile.
    Il suo silenzio e la pace che infonde vale sicuramente più di tutti i palazzi, alberghi e attività che invece si trovano a San Bernardino.

    Il Sig. Meroni parla di attirare gente da tutta l’Europa. Ma visto che evidentemente lui non ci abita, non sarà lui a subire il fenomeno dell’Overtourism come in molte delle destinazioni turistiche odierne.
    La verità è che il turismo è un industria pesante, e malgrado abbia dei vantaggi a livello economico, cambia il tessuto sociale e mette sotto pressione l’ambiente in modo considerevole.
    La scomparsa della lingua Romancia, per esempio, è in parte da ricondurre proprio all’industria turistica, del quale i Grigioni sono stati il faro, nel 20esimo secolo.

    Grazie al Comune di Mesocco che si impegna anche in iniziative che contrastano lo sviluppo sconsiderato a scapito della popolazione residente e dell’ambiente alpino, tanto fragile e prezioso.
    Tornerò bambino ogni volta che mi ci siederò, sognando di un futuro certo e roseo per le nuove generazioni.

    1. Mi trova perfettamente d’accordo, da innamorato della Mesolcina e di una sua figlia (figlia della Mesolcina, non di Lei, ah ah …).
      Seriamente … in una diversa realtà un centinaio di chilometri più a Sud, da ragazzino vivevo una realtà produttiva meccanica e tessile ora praticamente scomparse trasferite in Oriente. Le cittadine avevano ancora una periferia agricola e campagnola. Si viveva con buona qualità psicologica. Oggi è un baillame di compro/vendo case, demolisco/costruisco palazzine, ti lastrico le piazze eliminando il passato conviviale, ti depilo il corpo (anche le parti intime, non si sa mai!), ti faccio le unghie, vieni a vestirti come un divo, … be’, non c’è più un metro quadro di vivibilità “lenta”, tutto è esasperato dall’edilizia al “godersela” spendendo e spandendo, ma le periferie sono dense di gente che fa fatica e rimane estraniata (anche insultata dai benestanti, che rabbia!). Le persone non sono più in grado di ragionare con la propria testa, coinvolte in un vortice di “modernismo”. Modernismo non significa Modernità. LE VALLI SONO MODERNE !!! a patto di rimanere VIVIBILI.
      Pensiero personale, né, del Pino

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