La Boldbrain Startup Challenge è un programma di accelerazione per startup innovative in fase iniziale, organizzato per promuovere l’imprenditorialità e l’innovazione. L’edizione 2024 si è conclusa con una cerimonia di premiazione presso il Palazzo dei Congressi di Lugano il 4 dicembre 2024, che ha visto la partecipazione di centinaia di persone.
Durante l’evento, una giuria nazionale ha valutato dieci progetti finalisti, assegnando premi per un valore complessivo di 110’000 franchi. Il pubblico presente ha inoltre votato per il premio del pubblico, assegnando ulteriori 10’000 franchi. Oltre ai premi in denaro, i partecipanti hanno ricevuto consulenze e servizi per supportare lo sviluppo delle loro iniziative.
Durante la cerimonia, è stata evidenziata l’importanza delle startup per il futuro economico della regione, con l’obiettivo di creare un ambiente favorevole all’innovazione e allo sviluppo tecnologico. L’evento ha dimostrato come il programma Boldbrain rappresenti una piattaforma cruciale per sostenere l’imprenditorialità e la crescita di progetti promettenti.
Nel comune di Grono, una piccola comunità di circa 1500 persone della Valle Mesolcina nel Grigioni italiano, famoso per gli incontri culturali anche di alto livello organizzati dalla Biblioteca locale, da qualche tempo si è stabilita una Start-Up, Deutelio AG, che mira a rendere la fusione nucleare dell’idrogeno in elio una fonte di energia termica ed elettrica scalabile e accessibile per l’industria, offrendo una soluzione pulita, illimitata e sostenibile. La società sta mettendo a punto un macchinario per la realizzazione della fusione nucleare e, cosa non da poco, si è classificata al quarto posto della Boldbrain Startup Challenge che si è tenuta per la sesta volta a Lugano il 4 dicembre 2024.

Abbiamo contattato il responsabile della Start-Up, Francesco Elio, e gli abbiamo rivolto alcune domande:
Si sente parlare spesso di fissione e fusione nucleare, qual è la differenza tra le due?
La fissione divide atomi pesanti per liberare energia, ma produce scorie radioattive a lunga durata, creando un problema di gestione e stoccaggio. La fusione unisce atomi leggeri, rilasciando un gas pulito e sicuro, l’elio. Questo gas è lo stesso che inseriamo nei palloncini per farli volare. È un gas innocuo che respiriamo perché è presente nell’aria.
Molte nazioni, tra cui la Svizzera, hanno deciso di abbandonare la fissione, non la fusione, che resta la vera opportunità per un futuro pulito senza rinunciare all’energia elettrica. È quindi molto importante specificare se si parla di fusione o di fissione.
- Ci può dire in poche parole qual è lo scopo della vostra società?
La fusione è stata effettuata diverse volte, ma non è ancora uscita dai laboratori. La missione di Deutelio è di mettere a punto un modello innovativo, compatto e scalabile, che risolve un difetto storico di un modello abbandonato negli anni ‘80. Grazie ai recenti progressi tecnologici, Deutelio ne ha sviluppato una versione avanzata, validata al computer che adesso deve essere collaudata con un prototipo (della grandezza di un frigorifero).

- Oltre al vostro modello, il Polomac, ce ne sono altri?
I modelli maggiormente studiati (dagli anni ‘50) sono il Tokamak e lo Stellarator, ma entrambi hanno un rendimento (in termini tecnici un “coefficiente di confinamento”) basso. A causa di questo basso rendimento, le macchine sono diventate molto complesse e difficilmente saranno accessibili prima del 2050. Il nostro modello, il Polomac, richiede solamente 3 anni di messa a punto per poi partire con il primo progetto pilota nel 2028.
- Quali difficoltà tecniche pensate di incontrare?
Le basi scientifiche sono note da più di 40 anni, essendo la stessa di quella di Enrico Fermi, inoltre le tecnologie moderne sono molto avanzate (dai computer ai materiali), quindi l’unica difficoltà è mettere a punto la macchina identificando la migliore configurazione. È un po’ come in un motore: bisogna trovare il giusto equilibrio tra aria e carburante altrimenti funziona male.
- State collaborando o avete intenzione di farlo con qualche università o istituto di ricerca?
Abbiamo contratti di collaborazione con università e centri di ricerca, grazie alla fiducia che ci hanno accordato visto che il nostro modello va contro corrente e non è ancora riconosciuto. Siamo però riusciti a ricevere un contributo da Innosuisse (Agenzia Svizzera per l’Innovazione) per far svolgere ad un centro di ricerca svizzero, il Paul Scherrer Institute (PSI), una analisi indipendente dei nostri risultati teorici.
- Quali vantaggi economici prevedete ci saranno rispetto alle attuali fonti di energia?
La fusione permetterà di produrre un’energia pulita (non si producono scorie), sostenibile (il deuterio, l’isotopo dell’idrogeno usato per la reazione di fusione è disponibile in natura per milioni di anni) ed economica (i reattori nucleari seguono le economie di scala, più se ne produce minore sarà il costo). In ogni caso, il vantaggio maggiore sarà la continuità nella produzione di energia che è il maggior problema delle fonti rinnovabili.
- Avete conquistato il quarto posto al “Boldbrain” (Startup Challenge del Canton Ticino), quali sono i prossimi passi?
Il progetto è già in fase piuttosto avanzata e dobbiamo costruire il prototipo per validare i risultati in laboratorio. Al momento siamo in trattativa con dei potenziali investitori per chiudere il primo round di finanziamento di CHF 2 milioni. Questi fondi serviranno anche per assumere giovani talenti, principalmente scienziati ed ingegneri avendo già un buon gruppo di esperti con molti anni d’esperienza nella fusione nucleare.
- Grono non è proprio vicino a centri universitari o istituti di ricerca capaci di fornire collaborazione scientifica, come risolverete la questione logistica?
Sfortunatamente il Cantone dei Grigioni non ha università o istituti di ricerca che possono fornire supporto, come di fatto abbiamo verificato questa estate con una responsabile dell’Ufficio dell’economia e del turismo, nonché con il direttore del Tecnopolo. Questo ci ha di fatto costretto ad avvicinarci al Canton Ticino tramite il programma “Boldbrain” della fondazione AGIRE, che ha permesso a Deutelio di guadagnare visibilità nonché di parlare apertamente di fusione nucleare.
Il successo di Deutelio AG alla Boldbrain Startup Challenge non è solo un riconoscimento del valore del progetto, ma anche un messaggio di speranza per il futuro dell’energia sostenibile. In un’epoca in cui la crisi energetica e il cambiamento climatico rappresentano sfide globali, investire in tecnologie pulite come la fusione nucleare potrebbe rivoluzionare il modo in cui produciamo energia. La Valle Mesolcina, con la sua ricca tradizione culturale e ora anche tecnologica, si rivela un terreno fertile non solo per la creatività artistica, ma anche per l’innovazione scientifica.
Per chi volesse approfondire https://www.deutelio.com




