(ats) Diverse strutture sanitarie nei Grigioni negli scorsi mesi
hanno presentato bilanci in profondo rosso. Recentemente alcune di
esse hanno presentato le loro ricette per affrontare le sfide
finanziarie del futuro.
Un’unione, un servizio stagionale, un elenco di misure. Gli
ospedali regionali nei Grigioni rispondono in modi diversi alle
crescenti perdite finanziarie registrate. In seguito, una
panoramica sulle opzioni presentate dagli ospedali di Samedan,
Savognin e Thusis.
Unire le forze
Uno dei pazienti è l’Ospedale dell’Alta Engadina a Samedan. Nel
2023 ha registrato una perdita di esercizio di 5 milioni di
franchi. Con una popolazione di 20’000 persone, il bacino d’utenza
è troppo piccolo per coprire i costi, scrive la fondazione
Gesundheitsversorgung Oberengadin. I comuni dell’Alta Engadina sono
così dovuti correre in soccorso con un credito supplementare. Per
evitare il ripetersi di bilanci in rosso, il nosocomio sta
approfondendo l’unione con l’Ospedale cantonale dei Grigioni a
Coira. Secondo un’analisi questo sarebbe il passo migliore per
continuare a garantire l’assistenza sanitaria, rendendola
finanziariamente possibile.
Nei prossimi mesi, le due entità elaboreranno nel dettaglio le basi
contrattuali e concettuali dell’unione e prepareranno il processo
di transizione. Gli aventi diritto di voto dei comuni della regione
di assistenza sanitaria dell’Alta Engadina potranno pronunciarsi
sul progetto, tramite votazione popolare, nella prima metà del
2025.
Un unicum in Svizzera
Il Center da Sanadad a Savognin ha presentato recentemente durante
una serata informativa una ricetta tutta nuova per far fronte ai
problemi finanziari. L’anno scorso la struttura che raggruppa sotto
un unico tetto l’ospedale, il pronto soccorso, uno studio medico,
uno studio di fisioterapia e la casa anziani ha chiuso con un
deficit di 1,68 milioni di franchi.
Il Consiglio d’amministrazione sta valutando di tenere aperti i
servizi stazionari solo durante la stagione invernale, ovvero il
periodo in cui vengono registrate più ospedalizzazioni. Inoltre,
per ridurre significativamente i costi dei servizi, già alla fine
di quest’anno dovrebbe cessare l’attività nella sala operatoria.
Nell’assemblea comunale prevista il 9 dicembre la popolazione verrÃ
nuovamente informata sul progetto.
160 misure
Da anni anche le finanze dell’ospedale di Thusis versano in
condizioni serie. Nel 2023 il deficit ha superato gli otto milioni
di franchi. Per aumentare l’efficienza della struttura, il
Consiglio di fondazione ha nominato un gruppo di esperti, che ha
esaminato 160 misure per ridurre significativamente i costi. La
metà di queste si trovano già in fase di attuazione e dovrebbero
portare un risparmio di 1,5 milioni di franchi all’anno. In
un’assemblea a fine agosto, i 24 comuni delle regioni Albula e
Viamala hanno deciso all’unanimità che l’ospedale deve continuare
ad offrire tutti i servizi, incluso il reparto maternità .
“La riorganizzazione deve essere portata avanti con coerenza, il
numero di casi deve aumentare e gli sviluppi positivi devono essere
sostenuti dalla politica”, ha sottolineato il presidente del
Consiglio di fondazione Christian Rathgeb a Keystone-ATS. “Per
questo l’ospedale sta intensificando la collaborazione con le
strutture sanitarie vicine e con i partner privati, ad esempio i
medici di base”.
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