Soazza: presentato il  romanzo “A l’est del Grand-Couloir”di Maurice Zermatten, tradotto da Giorgio Tognola

di Lino Succetti

Luciano Mantovani presenta al pubblico Giorgio Tognola in dialogo a Soazza con Flavia Plozza-Martinelli

Dopo quella dello scorso marzo a Grono, si è tenuta sabato 9 novembre 2024 anche nella bella sala del Centro culturale a Soazza con Flavia Plozza-Martinelli in dialogo con Giorgio Tognola la presentazione della traduzione del libro “A l’est du Grand-Couloir “ dell’autore vallesano Maurice Zermatten (1910 – 2001), edito in francese nel 1983 ed ora tradotto per le Edizioni Ulivo in italiano da Giorgio Tognola.

Un testo caratterizzato dal  rapporto con la natura e la protezione del paesaggio in contesti dove più che alle difficoltà causate dagli elementi naturali (rigidi inverni, vie d’acceso impervie, valanghe, ecc.) il piccolo villaggio montano vallesano di Randonnaz (diventato Zampé nel romanzo) negli anni trenta del secolo scorso viene sacrificato e cancellato ai bisogni dell’economia locale per far posto, come capitato anche in altri contesti, dopo un abbandono forzato, alla cosiddetta modernizzazione.

Come scrive lo storico Christoph Bolli in “Randaonnaz, village disparu” (1995) pubblicazione  che esplora la storia del villaggio montano e condanna le autorità (politiche e religiose) dell’epoca, responsabili di questa cancellazione, le loro ripetute pressioni e promesse che hanno costretto gli abitanti a cedere abbandonando la terra dei loro avi. Si smantellarono le case e si sostituirono con uno stallone per gli animali durante la transumanza estiva”.

Il libro di Zermatten è anche una riflessione sul legame profondo che unisce gli abitanti della montagna alla loro terra e sui valori di solidarietà ad esso associati. Nel romanzo, si ricostruisce con cura la vita quotidiana, l’economia, e le vicende della popolazione del villaggio, integrando dati storici e racconti tramandati oralmente.

Come spiegato da Tognola durante l’interessante colloquio con Martinelli a Soazza, lo stimolo per la traduzione gli è venuto perché il romanzo di Zermatten gli è particolarmente piaciuto e si è subito ritrovato nel personaggio e nel vissuto narrato da Philippe, alias Zermatten, che fu allievo di suo padre a Zampé, un po’ come Tognola per due anni tra il 1950 e il 1952 in Giova come quinto e indispensabile scolaro per poter mantenere aperta per gli ultimi due anni la scuola dalla zia di Tognola, la giovane maestra Zita Pacciarelli, l’ultima maestra della scuola di Giova.

Nel romanzo si leggono racconti e ricordi ben tradotti dal valido narratore e appassionato storico Tognola, fatti  che immergono il lettore in un’atmosfera d’altri tempi assai coinvolgente, dove emergono sia gli aspetti storici sia le emozioni legate alla perdita e al ricordo di una comunità svanita, offrendo di descrizioni poetiche e precise, fatte di vicissitudini difficili, dolorose e in certi casi pure drammatiche in un testo ricco di un’atmosfera densa ed evocativa.

In copertina del romanzo tradotto da Tognola : il villaggio di Randonnaz (Zampè nel romanzo), primavera del 1930

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto