Tra mercoledì scorso e sabato si è tenuta la sessione parlamentare di agosto. La frazione del Centro si è preparata ai lavori parlamentari a metà mese nel Moesano.
Come di consueto nella sessione di agosto ci sono state le nomine del Presidente e del Vicepresidente del Gran Consiglio: Valérie Favre Accola è stata nominata prima cittadina, mentre Fabio Luzio sarà Vicepresidente del Parlamento per il prossimo anno.
Dopo la breve celebrazione per la nomina della Presidente ci si è subito chinati sulla revisione parziale della legge di polizia, più precisamente sulla gestione cantonale delle minacce e sulle misure particolari contro la violenza, le minacce o le insidie.
La legge che mira ad impedire reati gravi è stata approvata nel pomeriggio, senza particolari discussioni.
Diverso è stato per la revisione parziale della legge sulle imposte, che ha scaturito una vivace e profonda discussione in merito agli sgravi fiscali in particolare per le famiglie. La revisione è stata infine approvata.
I lavori parlamentari sono successivamente proseguiti con numerosi incarichi e interpellanze.
Sono particolarmente soddisfatta dalla mia nomina nella Commissione ambiente, trasporti e energia (CATE), avvenuta venerdì mattina. Sono certa che in questa commissione avrò anche l’opportunità di portare temi rilevanti per la nostra Regione e dopo tre anni in Parlamento mi sento pronta e motivata nell’intraprendere i lavori in commissione.
Sabato si è tenuta a Davos la festa per la prima cittadina grigionese.
Ci tengo particolarmente a ringraziare le donne del gruppo Soroptimist Moesano che su invito della già Presidente del Gran Consiglio Hofmann hanno seguito nella giornata di giovedì parte dei dibattiti parlamentari e con le quali si è avuto un piacevole scambio durante la pausa pranzo.
Eleonora Righetti, granconsigliera a Coira





Contrariamente a quanto citato da Enea Betté nel commento alla granconsigliera Eleonora Righetti, quanto da me riferito in merito alla discarica CRER non è tanto una mia ammissione, ma una mia citazione e precisazione ufficiale contenuta proprio nell’ultimo rapporto Planidea e riguardante le misure da adottare per il dopo chiusura della discarica per le tappe, (e se non è stato chiaramente capito non per le attuali misure garantite in discarica) IV e V come previsto dalle ordinanze federali:
“Il concetto di sistemazione finale della discarica è stato elaborato dallo studio Fitec Finsterwalder Umwelttechnik GmbH & Co. AG. Esso è basato sulle conoscenze derivanti dall’analisi in riferimento ai limiti soglia delle emissioni, con lo scopo di prevedere lo sviluppo delle possibili emissioni della discarica su tempi lunghi. Dall’Ordinanza federale sulla prevenzione e lo smaltimento dei rifiuti (OPSR) viene richiesto che, dopo la chiusura della discarica, quando la stessa sarà lasciata a sé stessa, non si presentino effetti dannosi, in particolare in riferimento alle acque sotterranee. I risultati dell’analisi dimostrano che le emissioni di dilavamento del corpo della discarica superano i valori soglia e i valori limiti fissati per le acque sotterranee. Per questo motivo dev’essere posata un’impermeabilizzazione superficiale, avente lo scopo di ridurre le emissioni dopo la chiusura della discarica.L’OPSR prevede una post-gestione di 50 anni e prevede la possibilità di ridurre questa durata a 15 anni nel caso in cui sia dimostrato che le emissioni sono sotto controllo”.
Come ho riferito nel libretto per i 50 anni di attività della CRER, pure consultabile sul sito ricordo che dal 1975 al 1995 la raccolta prevedeva i rifiuti casalinghi e gli ingombranti provenienti dalle economie domestiche depositati nelle tappe I-III della discarica controllata ma non impermeabilizzata (in futuro, dopo aver ottenuto l’approvazione cantonale e federale, si prevede di risanare le fasi I-III smaltendo i rifiuti urbani esistenti e impermeabilizzando le tre tappe) e poi fino al 2005 nella discarica reattore impermeabilizzata.
Ricordo che precedentemente nel Moesano esistevano una quarantina di discariche comunali, talune abusive ed altre autorizzate. La situazione si presentava tutt’altro che soddisfacente, soprattutto dal punto di vista ecologico (pericoli per le falde, rischi per la salute, incendi a cielo aperto, ecc.). Da qui la prima idea di una discarica regionale promossa da ORM e ORC (le due organizzazioni di allora per Mesolcina e Calanca) quale significativa opera a carattere intercomunale, creata (direi fortunatamente da un organismo di diritto pubblico) che si occupasse della raccolta e del deposito dei rifiuti in modo sistematico.
Dal 2005 non è più stato possibile per ordinanza federale depositare rifiuti solidi urbani in discarica e i rifiuti moesani si sono dovuti trasportare fino all’inceneritore di Cazis, con notevoli costi di trasporto.
Dal 2009 sono poi arrivati in discarica le scorie da demetallizzare e le ceneri lavate dall’inceneritore e poi termovalorizzatore di Giubiasco in base all’accordo con l’ACR (Azienda Cantonale Rifiuti), un accordo principalmente dovuto al fatto che il Moesano e il Ticino fanno parte di un unico comprensorio per la gestione dei rifiuti nell’ambito delle pianificazioni federali e cantonali. Un accordo tutto sommato necessario per trovare una deponia e pure finanziariamente interessante sia per la CRER (composta da tutti i Comuni di Mesolcina e Calanca) e per l’ACR (Azienda Cantonale Rifiuti del canton Ticino) stessa, che sarebbe stata costretta a maggiorare le spese di deposito con un eventuale trasporto oltre San Gottardo.
Ricordo poi che “ Con l’entrata in vigore, il 1 gennaio 2016, dell’Ordinanza sulla prevenzione e lo smaltimento dei rifiuti (OPSR) si distingue tra discariche di tipo D ed E (nella precedente Ordinanza: discariche reattore, cioè che contengono materia non ancora completamente trasformata e che quindi reagisce), discariche di tipo C (nella precedente Ordinanza: discariche per sostanze residue), discariche di tipo A e B (rispettivamente discariche per materiale di scavo non inquinato e discariche per altri materiali inerti, nella precedente Ordinanza: discariche per materiali inerti). Le moderne discariche di tipo C, D ed E sono costruite secondo una struttura a barriera geologica e di impermeabilizzazione in modo da isolare i rifiuti dal terreno, rispettare gli standard igienici e la biosfera. Devono essere costantemente controllate in tutte le fasi di vita, dalla realizzazione alla gestione fin dopo la chiusura per evitare effetti negativi sull’ambiente circostante”.
Come già annotato in un altro mio commento a Enea Betté ricordo nuovamente che ulteriori informazioni inerenti la CRER e in particolare per la discarica di Sorte, invito a leggere il dettagliato Rapporto ambientale pubblicato sul sito CRER, dove si potrà leggere che ogni operazione rispecchia i limiti dell’ordinanza cantonale e federale. Per domande supplementari ci si può comunque rivolgere direttamente all’ufficio Natura Ambiente Grigioni (UNA), organo responsabile per il monitoraggio di ogni operazione eseguita nel comprensorio CRER e nella discarica di Sorte.
Lino Succetti