Repower ed alcuni Comuni ora primi attori ed in futuro verosimilmente comparse

di Franchino Giudicetti

Come noto, nella Regione Moesa si sta delineando una spaccatura profonda e con gravi conseguenze tra i suoi Comuni raggruppati in EdM (Energia del Moesano SA) riguardo il futuro approvvigionamento in energia elettrica. 3 o 4 Comuni minoritari – Buseno, Grono, Lostallo e, forse, Cama (dove pende un ricorso in materia di competenze Municipio / Assemblea comunale) – hanno deciso di affidarsi a Repower e non più ad EdM, rispettivamente ad AET. L’Azienda elettrica ticinese era stata scelta da EdM come la più vantaggiosa economicamente per la fornitura d’energia nel periodo 2027-2031, dopo regolare concorso ed analisi indipendente delle tre offerte ricevute. I Comuni menzionati hanno successivamente cambiato idea. Gli interessi in campo sono plurimilionari e le decisioni attuali sono vitali per tutta la Regione, i cui Comuni sono proprietari dell’unica sua ricchezza, le acque. Un potenziale ora sfruttato dalle tre Società idroelettriche Calancasca / ELIN / OIM della concessionaria di larghissima maggioranza Axpo, con la quale però EdM non seppe instaurare un proficuo partenariato. Di questo insuccesso bisogna prendere atto. Lo scopo dichiarato di Repower, della sua filiale Repower Moesano SA di Grono, è di stabilirsi saldamente sul territorio coinvolgendo i Comuni quali azionisti di minoranza. Gli interessi dei Comuni e di Repower sono però diversi, come in parte contrastanti sono quelli dei Comuni e del Cantone e quelli dei Comuni e dei consumatori finali di elettricità, che dovrebbe essere fornita nel modo più conveniente possibile da un servizio pubblico. Ciò che non è sempre il caso. Repower, grande società del settore energetico, ma con una bassa produzione idroelettrica propria (equivalente a poco più di quella di OIM) non è un’azienda tipicamente cantonale grigionese come ama presentarsi. EKZ (Zurigo) detiene più del 38% delle sue azioni, il cantone Grigioni il 27,0% e soltanto sulla base di un accordo con un fondo d’investimento (22,66% nel 2022 e 23,04% nel 2023) un ulteriore diritto di voto. L’attività di Repower, prevalentemente commerciale e di servizi, con numerose partecipazioni in altre società fra cui molte italiane, è volta a generare utili per i suoi azionisti (nel 2023 300 milioni di franchi su ricavi di oltre 3,3 miliardi), retribuendo lautamente i suoi responsabili (la presidente svizzera e italiana con quasi CHF 200’000 ed il direttore generale con poco meno di un milione di franchi). Utili superflui, che non sarebbero accettabili se non utilizzati per ridurre le tariffe in una società controllata al 100% da enti pubblici che devono fornire un servizio pubblico essenziale. L’utile realizzato nel 2023 da Repower è di CHF 400.- per abitante dei Grigioni, corrispondenti a più di 6 cts/kWh. Repower detiene solo l’11% di Grischelectra, l’azienda cantonale che gestisce tutta l’elettricità di pertinenza diretta del Cantone. Essenzialmente diversa è la struttura societaria di AET, azienda al 100% cantonale con un capitale di dotazione di CHF 40 milioni rimunerato all’8%, ed una produzione idroelettrica propria uguale a quella di tutta la Regione Moesa, che deve rendere conto soltanto al Gran Consiglio e al Consiglio di Stato ticinesi.

I Comuni non necessitano di un partner d’azionariato, tanto meno se dominante. La “nuova” EdM, dopo le passate errate strategie commerciali, sembra aver riconosciuto il suo ruolo fondamentale, quello di rappresentare tutta la Regione in modo indipendente e di assoluta trasparenza. La riversione della Calancasca è alle porte (2028). Sarà interessante notare la posizione di Buseno e Grono, i comuni concedenti maggioritari, in relazione a Repower.

Un ripensamento approfondito e pacato con decisione finale della popolazione, l’attore principale maggiormente interessato e determinante, in merito ai nuovi contratti sarebbe auspicabile.

Lo strappo indirettamente anche politico nel delicato tessuto della collaborazione di tutti i Comuni della Regione e la scelta fattualmente immotivata da parte di singoli di un nuovo ed inutile partner non ci voleva e appare a tutti gli effetti un errore strategico.

Questa situazione può compromettere liberi accordi fra i Comuni concedenti in vista delle riversioni nel 2038-2044 dei 5 impianti ELIN / OIM che coprono l’85% della produzione di elettricità della Regione. Tutte le riversioni dovrebbero peraltro essere parti integranti di un chiaro concetto pianificatorio generale inclusivo.

1 commento su “Repower ed alcuni Comuni ora primi attori ed in futuro verosimilmente comparse”

  1. Simone Giudicetti

    Buongiorno Franchino , mi complimento per il tuo articolo rispecchia la verità .
    Sei stato l’ unico che ha avuto il coraggio di scrivere le cose come stanno. Complimenti.
    Buon Natale .
    Un caro Saluto
    Simone Giudicetti

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