Referendum Roveredo

A lezione di democrazia

Se, come si suol dire, la paura fa novanta, i referendum lanciati a Roveredo per l’installazione dei contatori e il regolamento sulle tasse turistiche stanno letteralmente terrorizzando il Municipio. Non si spiega altrimenti il suo tremolante comunicato del 14 marzo u.s, con cui quei cattivoni di cittadini venivano richiamati all’ordine con il malcelato invito a non sottoscrivere i referendum: sarebbe stato un vero e proprio reato di lesa maestà! In verità, chiedere di sottoporre alla volontà popolare determinati oggetti è un diritto costituzionale che non può essere né limitato, né ostacolato. Nemmeno con iniziative subdole come quelle adottate dal Municipio di Roveredo, a cui sembra andare molto stretto il concetto di democrazia e di libero esercizio dei diritti civici. Salvo naturalmente quando gli fa comodo o fa comodo a coloro che gli stanno vicino.

Per quanto riguarda gli argomenti (si fa per dire) sollevati, è il solito fumo negli occhi: La posa dei contatori, che il solito contribuente pagherà a peso d’oro e che fra meno di 15 andranno sostituiti con un’altra ingente spesa a carico dei proprietari, non impedirà che l’acqua non usata andrà a finire nella Moesa. Le tasse turistiche saranno a carico di chi già paga a sufficienza imposte e tributi sotto tutti i possibili titoli. Questi inutili aggravi andranno a gonfiare l’amministrazione ed a ingrassare la vana  gloria di amministratori che hanno perso il senso della realtà e del buon senso. Non si tratta di ripiombare in un modo di fare politica dannoso, come malignamente insinuato, ma di porre un accento critico su di un modo di fare politica sopra le righe e le reali necessità della gente. Una politica che però un qualche danno l’ha invero prodotto: il costo triplicato degli onorari dei municipali. Un modello da seguire. Indubbiamente.

Gruppo Referendisti   Roveredo

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