Nessuno mette in discussione la bontà, l’efficienza del nostro sistema a sanitario, nemmeno e tantomeno il sottoscritto, però…
Quando le Casse Malati iniziano in agosto con un assillante e pungente bombardamento di pubblicità in TV e sui giornali è un lugubre presagio per le tasche degli assicurati.
Come ogni anno, giovedì scorso, si è svolta la rituale conferenza stampa ove ci veniva annunciata l’ennesima stangata dei balzelli delle casse malati. La responsabile del dipartimento sociale, dai nomi complicati, e. forse di nomi ne bastava solo uno, coadiuvata dai suoi collaboratori ha avuto il mesto compito di comunicarci la randellata per altro attesa, ma che ci si aspettava meno onerosa.
Un rituale che oramai sembra più un gioco delle parti tra rappresentanti del consiglio federale, assicuratori e parlamentari cassamalatari lobbisti che fingono piagnistei, prassi che ormai si ripete da anni senza mai trovare una soluzione, Il tutto sarà poi terminato con un ricco aperitivo offerto, e pagato da noi. A noi, assicurati resta solo di recarci al fatidico muro del pianto, sempre che ne abbiamo ancora uno così solido da reggere le nostre lacrime amare.
Mi faceva quasi pena la consigliera federale, non ho compreso se la sua era una vera costernazione oppure un atteggiamento artificiale. Povera donna che deve fidarsi di super esperti che sono riusciti a più riprese a rattare di miliardi le previsioni dell’AVS. Al posto di una gratifica gli regali un pallottoliere, ma mi raccomando non troppo complicato. Auspichiamo che per i calcoli dei costi sanitari siano stati più diligenti.
L’unico rimedio che suggerisce la nostra consigliera federale è quello di aumentare le franchigie a carico degli assicurati, dimenticando che i malati cronici, gli anziani e gli invalidi non si recano dal medico per divertimento ma perché sono costretti e ne farebbero sicuramente a meno.
Se devi prendere degli antibiotici per cinque giorni ti propinano una confezione da dieci. Se hai necessità di tre iniezioni la confezione è di dodici, cosa ne fai dei rimanenti? Perché lo stesso medicamento all’estero costa la metà che in Svizzera anche se provengono tutti dall’amata Cina?
Case farmaceutiche che versano decine di milioni ai servizi sanitari per segnalare e spingere i loro prodotti, potrebbero usarli per contenere i costi dei loro farmaci.
Tante casse malati, tanti dirigenti e amministratori, tanti ospedali e cliniche, tanti dirigenti, operatori o quanti si voglia direttori, tutti fanno lievitare i costi.
Che nei costi esorbitanti delle casse malati tutti gli attori, chi più chi meno, ha le proprie colpe è vero, c’è chi ne approfitta e chi ci specula sopra così da far lievitare i premi in modo astronomico e non più sostenibili per molti. Gli utenti stessi invece di lamentarsi dovrebbero essere, se la loro salute lo consente, più parchi nell’attingere alle cure e ai servizi che non sono necessari, qui un appello anche ai medici di non esaudire sempre e tutte le richieste di servizi da parte dei loro pazienti.
Stesso discorso vale per la chiusura degli uffici postali, ci lamentiamo della loro chiusura ma la maggior parte effettua tutte le operazioni di pagamento e ordinazione comodamente dinanzi a un computer, non inviano più nemmeno le condoglianze per lettera.
Poi ci aspettiamo che i servizi vengano mantenuti a tutti i costi.
Prossimamente arriverà, tanto per non alzarsi dalla sedia, il voto elettronico E-Voting con i suoi pregi e difetti, finora molti difetti, qui addio all’attività di galoppinaggio, magari studieranno un’altra strategia o forse l’hanno già studiata, vedremo.
Piangere sul latte versato o stracciarsi le vesti non serve, necessita maggiore disciplina, meno avidità, più coscienza e rigore da parte di tutti altrimenti i problemi saranno sempre maggiori in tutti gli ambiti.
Paolo Annoni




