Ci sono persone che non smettono mai di mettersi in gioco e di interrogarsi sul mondo, indipendentemente dall’età o dalle sfide incontrate sul loro cammino. Nicoletta Noi-Togni è una di queste. Da sempre attiva nella politica e nella vita sociale, ha saputo coniugare pensiero e azione, riflessione e concretezza. E lo ha fatto fino in fondo, laureandosi in filosofia a 84 anni, un traguardo che è anche un potente messaggio: la ricerca della conoscenza e l’impegno civico non hanno età.
Femminista ma mai estremista, ha sempre avuto a cuore le esigenze della popolazione e in particolare delle donne, portando avanti battaglie con determinazione e spirito critico. Oggi, con uno sguardo lucido e appassionato, continua a interrogarsi sulla società e sul futuro, senza smettere di difendere quei valori che ritiene fondamentali.
Una vita piena, a volte amara perché non sempre le sue azioni sono state capite e appoggiate, sempre comunque all’insegna dell’impegno civico al servizio della sua gente.
In questa intervista, ci racconta il suo rapporto con la filosofia, il significato di una laurea conquistata con la maturità dell’esperienza e le sfide – vinte e ancora aperte – della sua lunga carriera politica e sociale.
1. La filosofia è spesso vista come una disciplina astratta, ma lei ha sempre vissuto immersa nell’attivismo politico e sociale. In che modo il suo percorso di studi ha arricchito la sua visione e il suo impegno nella comunità?
La filosofia per me non è solo astratta. Infatti, mi segue da tutta la vita. Anche se non l’ho capito subito. Era filosofia quella che da allieva infermiera mi portava, con le mie compagne, a discutere notti intere in merito a quanto vedevamo in ospedale, sulla vita e sulla morte. Era filosofia quella che insegnavo alle mie allieve nella cura agli ammalati anche se si intersecava con i temi degli organi ammalati. Era filosofia in politica quando mi interrogavo o interrogavo su giusto o ingiusto, su onesto o disonesto, su etico o non etico. Era filosofia quella che nella vita, credo in tutta la vita, mi faceva riflettere e dubitare sul bene o sul male delle mie azioni e di quelle degli altri, era filosofia quella che mi spingeva a cercare consolazione nei testi di Kant, nel suo “cielo stellato sopra di noi” che significava trascendenza e nella sia “legge morale dentro di noi” che significava il dovere prima di tutto.
2. Decidere di laurearsi a 84 anni è un messaggio potente. Che cosa ha significato per lei questo traguardo e cosa direbbe a chi crede che ci siano limiti di età per inseguire le proprie passioni?
Lo studio della filosofia, non importa a che età non è solo un arricchimento ma anche un accompagnamento, come dicevo sopra. Anche più necessario quando il proprio cammino terreno volge al termine, tempo nel quale l’interrogativo su cosa siamo e dove stiamo andando, diventano più pressanti. Inoltre credere che anche nell’anzianità si possano scoprire cose nuove e capirne il significato ed il valore anche in rapporto a sé stessi mi sembra importante. Con il mio Master a 84 anni ho voluto dare un messaggio anche alla mia categoria di età. Per invitare al pensiero ed al coraggio di manifestarlo.
3. Guardando indietro alla sua esperienza nella politica e nelle politiche sociali, quali sono le battaglie che sente di aver vinto e quali, invece, restano ancora aperte per le nuove generazioni?
So di aver vinto parecchie delle mie battaglie anche implicitamente perché ho fatto molte volte da “rompighiaccio” ad un tema o problema. So di aver anche perso battaglie giuste. Per esempio, quella sulla protezione della popolazione del Moesano, adottando misure di protezione dalle pandemie o epidemie del limitrofo Ticino. Per questo avevo lanciato con altri l’Iniziativa a livello regionale (sulla base dell’esperienza Covid) cosa molto giusta e pensata. Dato che il nostro Governo, poco lucidamente, non ne aveva voluto sapere e che la politica regionale voleva “andarci dietro” perché più comodo e perché “noi siamo grigionesi e non ticinesi”, avevamo ritirato l’Iniziativa. Anche se, sono ben convinta, sarebbe stato giusto per il rispetto che dobbiamo alla vita delle persone (cosa che per me è sempre stata sacrosanta) assecondare il volere di questa Iniziativa, dato che a questo proposito non sappiamo cosa ci riserva il futuro. Iniziativa che tra l’altro avrebbe corrisposto ai dettami della logica. Non dimentichiamo che la filosofia comprende in sé anche la logica, la coerenza delle cose e degli eventi. Di questi esempi, facendo politica per tanti anni, ne ho vissuti molti a livello cantonale e comunale, e si, ne sono anche stata protagonista in molti casi. Grazie anche alla filosofia che c’entra, eccome c’entra, in tutta la nostra vita. Appena possibile mi riservo di pubblicare anche tutte le mie altre esperienze e di esprimermi sulla politica in questa terrificante epoca. Dobbiamo finalmente interrogarci tutti sul Bene e sul Male, guardarli in faccia e lottare per quei valori che maritano di essere salvati. Incominciando da noi stessi.





