di Lino Succetti

L’intervento della direttrice del Dipartimento infrastruttura, energia e mobilità, Carmelia Maissen
Una nuova strategia idroelettrica a livello cantonale e comunale, è stato questo il tema introdotto, pure con un breve ed interessante excursus storico, davanti ad un folto ed attento pubblico, giovedì sera nell’aula magna della scuola di Grono da Gianpiero Raveglia, sindaco di Roveredo e presidente della Regione Moesa. Il tema è poi stato sviscerato a livello cantonale dalla direttrice del Dipartimento infrastruttura, energia e mobilità, Carmelia Maissen e da Thomas Schmid, capo dell’ufficio cantonale dell’energia e dei trasporti.
Sono poi seguiti gli interventi a livello locale del sindaco di Grono e granconsigliere Samuele Censi riguardante la riversione già notificata in modo vincolante alla Calancasca SA, l’attuale concessionaria che produce energia idroelettrica nella centrale del Sassello e del sindaco di Lostallo Nicola Giudicetti, al riguardo della riversione degli impianti di Lostallo, oggetto attualmente in fase di studio e con scadenza nel 2038.
Il parere del Governo del Cantone dei Grigioni
Per Maissen e Schmid il Cantone dei Grigioni deve esercitare il diritto di riversione delle centrali idroelettriche e ottenere così partecipazioni maggioritarie. Con questa nuova strategia il governo retico mira ad aumentare il valore aggiunto che rimane nel cantone. Ciò per gestire la forza idrica grigionese nei prossimi decenni e al contempo aumentare la creazione di valore aggiunto per le generazioni future e potenziare la sicurezza dell’approvvigionamento elettrico.
Come già illustrato dal governo dei Grigioni lo scorso anno in Gran Consiglio, nei Grigioni viene prodotto circa un quinto dell’energia idroelettrica della Svizzera.
Il cantone e i comuni concessionari controllano tuttavia solo il 20% circa delle centrali idroelettriche costruite nei Grigioni. La parte del leone la fanno invece le società elettriche di altri cantoni della Svizzera tedesca, che realizzano profitti e pagano le tasse al di fuori dei Grigioni.
L’esecutivo retico si propone di cambiare le cose con la nuova strategia idroelettrica. L’opportunità è data dalla scadenza, tra il 2035 e il 2050, delle concessioni di un gran numero di centrali elettriche che forniscono il 70% dell’elettricità prodotta nei Grigioni.
Cosa può dare il processo di “riversione”?
In virtù della legge sulle forze idriche, dopo la scadenza della concessione una centrale idroelettrica passa tramite la cosiddetta “riversione” alla comunità concessionaria. In questo modo, il cantone e i comuni hanno la possibilità di rilevare le centrali ad un prezzo estremamente favorevole. Il prezzo della riversione corrisponde al 20-30% del valore delle centrali: questo perché si dovranno pagare solo le parti “all’asciutto”, come i generatori e le linee elettriche, mentre gli impianti “in acqua” – dighe, gallerie e turbine – sono disponibili gratuitamente.
Il governo dei Grigioni intende continuare a gestire le centrali insieme ad aziende partner. A differenza di oggi, cantone e comuni potranno tuttavia controllare la maggioranza degli impianti. A questo scopo, l’esecutivo intende creare una holding in cui saranno riunite le quote del settore pubblico di tutte le centrali idroelettriche.
Come si vuol procedere nel Moesano

L’ingresso della centrale della Calancasca SA, scavata nella roccia del Sassello
Censi nel suo intervento si è principalmente soffermato con convinzione sul diritto di “riversione” che i comuni di Buseno, Castaneda, Grono e Roveredo intendono far valere per le concessioni rilasciate negli anni 1918 e 1919 per gli impianti riguardanti la centrale del Sassello, impianto entrato in funzione soltanto nel 1951. Si tratta in particolare del bacino di accumulazione in località Molina (Buseno) con un volume di 60’000 metri cubi, con l’acqua che dopo un salto di 386 metri nella montagna viene turbinata nella centrale scavata nella roccia del Sassello. La concessione scadrà il 29 dicembre 2028 e la decisione vincolante per il ripristino è già inoltrata alla Calancasca SA, controllata dai gruppi Axpo di Baden e Centralschweizerische Kraftwerke Ag di Lucerna. L’investimento per l’elaborazione del progetto di concessione ammonta a 600.000 franchi e circa mezzo milione per l’esercizio del diritto di riversione (233.000 franchi da parte del cantone e il resto a carico dei comuni Buseno a quota 19,1% (95’500 franchi), Castaneda col 16,9% (84’500), Grono col 14% (70’000) e Roveredo col 3,4% (17’000).
Più cauto al riguardo il parere del sindaco di Lostallo Nicola Giudicetti, mettere d’accordo i vari comuni concedenti non è sempre facile, pur convinto della necessità di un serio esame sui futuri sviluppi anche per le scadenze che seguiranno riguardanti l’impianto di Lostallo nel 2038 (scadenza e contratto già in fase di studio), Soazza nel 2041, Isola nel 2042, Valbella nel 2043 e infine Grono nel 2044.




