2 commenti su “Lettera ai politici”

  1. Ringrazio molto la redazione per la pubblicazione dell’articolo.
    Tuttavia vista l’aggiunta di commenti, mi preme chiarire un paio di cose che ritengo fondamentali:
    – Non considero la valle come mia. Non mi arrogherei mai una cosa del genere. La NOSTRA regione è nostra perchè è di chi ci abita e vive.
    – Il Moesano è composto da Mesolcina e Calanca. Tuttavia la Calanca per diverse cose si è distinta in positivo.
    Parlare di Moesano solamente sarebbe dunque stato ingiusto verso i Canlanchini, che si sono dati da fare parecchio negli ultimi anni, sia a livello di fusioni, sia a livello di progetti, Il Parco Regionale in primis.

    Detto ciò ringrazio la redazione e coloro che vorranno esprimere un’opinione aperta e sulle questioni che ho sollevato, e che sono palesmente di importanza vitale per la NOSTRA regione.

    Cordiali Saluti,
    Enea Bettè, già Manager Regionale della Regione Moesa.

  2. Egregio Signor Bettè,
    ho letto la Sua dura requisitoria sulla realtà politica e sociale della Valle, mi sento di apprezzare la Sua franchezza che nasce dall’innamoramento per la Sua terra. Ho vissuto la Val Mesolcina da estraneo, a un po’ a un po’ nei tre mesi concessi ai non residenti … pur avendo talvolta sforato per motivi privati che qui non posso dire, salvo che non erano certo truffaldini e lo sa chi mi ha conosciuto lì.
    Mi sono innamorato della Valle, della filosofia di vita delle persone nei Villaggi, della franchezza e cordialità ricevuta (non proprio da tutti ma … dai più!).
    In fondo non sono sorpreso del Suo J’Accuse perché negli ultimi anni avevo visto un certo spreco di territorio in una maniera che mi era parsa piuttosto “cittadina” e senza una vera progettualità che tenesse conto delle peculiarità culturali della tradizione di valle, compresa la tipologia costruttiva. Una tendenza che già mi infastidisce nella mia città di nascita e di vita in Lombardia … ma mi distrugge l’anima nel vederla in una Valle alpina. Già uscire dal Ticino a Lumino è una “botta” al cuore con quelle edificazioni per me assurde a fianco del paese della tradizione costruttiva originale, senza contare la periferia roveredana in espansione, anche buona parte di San Vittore a monte ed a valle, per poi arrivare al centro di Grono. Il centro di Grono è diventato per me un pugno nello stomaco! non ci vedo vera progettualità architettonica: alla fine si è creata un’ Isola di Calore in una cittadina già di suo la più calda della Svizzera per posizione geografica. Ho odiato la progressione dei lavori edili tra la bellissima Scuola e la vecchia Stazione e la Macelleria della Silvia e del Lino !!! alla fine mi pare, da estraneo che non conosce i perché ed i percome, la volontà di attirare nuovi abitanti: per “diliure” il Moltiplicatore? Non mi piace che IL BELLO venga sottomesso agli INTERESSI ECONOMICIi, importanti sì ma …
    Pino – Legnano – MI –

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