L’Epifania a San Vittore: la tradizione che rinasce tra cultura e spiritualità

Dopo anni di silenzio, i festeggiamenti dell’Epifania a San Vittore sono tornati a splendere grazie all’impegno del Consiglio Parrocchiale. Da tre anni, la comunità si riunisce per celebrare questa ricorrenza con eventi che coniugano tradizione, cultura e spiritualità, attirando un pubblico sempre più ampio, non solo dalla Valle Mesolcina, ma anche dal Ticino e dal resto della Svizzera.

“È semplicemente una gioia,” afferma Alessandro Tini, Presidente del Consiglio Parrocchiale e coordinatore dell’evento. “Rivedere le strade del nostro paese animate da persone di tutte le età è una testimonianza viva dell’importanza di mantenere vive le nostre tradizioni, ma anche di attualizzarle per renderle più vicine alla sensibilità moderna.”

Un corteo rinnovato e un Gala di successo

La celebrazione si è arricchita di una nuova formula, più in linea con i tempi. Come spiega Tini, “Non era più pensabile che i Tre Re passassero di casa in casa per chiedere la questua. Per questo abbiamo deciso di reinventare l’evento, introducendo un corteo con ben 25 figuranti e un concerto di Gala.”

Quest’anno, il concerto ha visto la partecipazione di gruppi di grande valore come i Cantori delle Cime, The Sweet8, e il coro dei bambini diretto da Silvia Toniolli, I Cantori della Stella, che hanno regalato al pubblico momenti di grande intensità.

Tuttavia, il corteo non è solo spettacolo: è anche un omaggio alla cultura locale e alla spiritualità. Ogni costume, ogni dettaglio, ogni canto è stato curato per esprimere l’autenticità e il significato profondo dell’Epifania.

Il ruolo della “Cagorda” e il valore della tradizione

La rinascita dell’Epifania a San Vittore non si ferma al 6 gennaio. La sera precedente, le strade del paese si animano con la Cagorda, un antico corteo in cui i ragazzi attraversano il paese per “scacciare l’inverno” e aprire simbolicamente le porte al Carnevale.

Secondo Tini, eventi come questi sono un modo per tramandare alle nuove generazioni l’importanza del legame con le radici. “Coniugare tradizione e cultura è essenziale,” afferma, “ma è altrettanto importante mantenere viva la dimensione spirituale, che è il cuore di queste celebrazioni.”

Un lavoro di squadra e il contributo di Pietro Zacchetti

Un grande merito va riconosciuto al costumista Pietro Zacchetti, che da oltre 40 anni confeziona i magnifici abiti per i Tre Re. “Grazie alla sua professionalità e al suo entusiasmo, possiamo offrire al pubblico uno spettacolo che è anche visivamente straordinario,” sottolinea Tini. I costumi, realizzati con cura e attenzione al dettaglio, sono un patrimonio della comunità e saranno pronti ad essere utilizzati anche nell’edizione 2026.

Appuntamento al prossimo anno

La tradizione dell’Epifania a San Vittore è ormai un appuntamento fisso per la comunità. La data è già segnata: il 6 gennaio 2026, alle ore 18.00, presso la Collegiata di San Vittore, la festa tornerà ad animare il paese, con il suo mix di tradizione, cultura e spiritualità che la rende unica.

Alessandro Tini conclude con un invito: “La nostra missione è far sì che queste celebrazioni diventino non solo un momento di festa, ma anche un’occasione per riflettere sul valore della nostra cultura e della nostra fede. E questo può avvenire solo se tutti, dai più giovani agli adulti, continueranno a partecipare con entusiasmo.”

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