Grono – Un 8 marzo all’insegna delle donne

L’8 marzo 2025, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, si è tenuta presso l’Aula Magna delle scuole di Grono una conferenza dal titolo “Chi ha cucinato l’ultima cena? La rimozione delle opere delle donne dalla memoria collettiva”. L’evento, organizzato dal Soroptimist International Club Moesano e dalla Biblioteca comunale di Grono, ha visto la partecipazione della professoressa Tatiana Crivelli, docente di Letteratura Italiana all’Università di Zurigo, in dialogo con la giornalista RSI Rachele Bianchi Porro.

Rachele Bianchi Porro e Tatiana Crivelli

Tatiana Crivelli, nata a Lugano nel 1965, è una rinomata romanista svizzera. Ha dedicato le sue prime ricerche a Giacomo Leopardi e, dal 2010, ricopre il ruolo di professoressa ordinaria di Letteratura Italiana presso il Romanisches Seminar dell’Università di Zurigo. Nel 1994 ha ricevuto il premio “Nuova Antologia” per la sua dissertazione e, nel 2004, è stata insignita del titolo di Cavaliere della Repubblica Italiana.

Rachele Bianchi Porro, giornalista della RSI (Radiotelevisione svizzera di lingua italiana), nota per il suo impegno nella promozione culturale e nella valorizzazione delle tematiche legate alla parità di genere. La sua carriera si distingue per la capacità di coniugare professionalità giornalistica e sensibilità verso le questioni sociali, contribuendo attivamente al dibattito pubblico su questi temi.

Sala gremita, con una significativa presenza maschile e un folto gruppo di giovani, a testimonianza dell’interesse suscitato dall’argomento. La professoressa Crivelli ha sottolineato come molte opere di autrici siano state trascurate o dimenticate nel corso dei secoli, evidenziando l’importanza di un lavoro di recupero e valorizzazione per restituire loro il giusto riconoscimento.

Storicamente, la letteratura ha spesso privilegiato la voce maschile, relegando le autrici a ruoli marginali o dimenticando i loro contributi. Tuttavia, negli ultimi decenni, il lavoro di studiosi e ricercatori ha permesso di riportare alla luce il talento di molte scrittrici, il cui valore letterario non era stato adeguatamente riconosciuto.

Fra i nomi emersi nella conferenza, quelli di:

  • Christine de Pizan (1364-1430), considerata una delle prime scrittrici professioniste, autrice de “La città delle dame”, un’opera pionieristica sulla condizione femminile.
  • Grazia Deledda (1871-1936), vincitrice del Premio Nobel per la Letteratura nel 1926, che con le sue opere ha raccontato la Sardegna e la condizione femminile con una sensibilità particolare.

L’evento ha rappresentato un momento significativo di riflessione sulla necessità di riscoprire e valorizzare il contributo delle donne nella letteratura, promuovendo una cultura più inclusiva e attenta alle diverse voci che hanno arricchito il patrimonio letterario.

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