di Lino Succetti

Particolare della parte inferiore della discarica CRER (Foto Lino Succetti, 22 agosto 2025)
Lavori della sistemazione finale delle prime tappe in base a uno studio tedesco e usando materiale isolante olandese posato in anteprima svizzera per la copertura della prima e seconda fase della discarica dalla ditta mesolcinese Giudicetti SA.
Il concetto di sistemazione finale della discarica è stato elaborato per la CRER dagli specialisti dello studio germanico Finsterwalder Umwelttechnik GmbH & Co. AG. Esso è basato sulle conoscenze derivanti dall’analisi in riferimento ai limiti soglia delle emissioni, con lo scopo di prevedere le condizioni della discarica su tempi lunghi. La manutenzione, la sorveglianza e i controlli della discarica devono essere assicurati anche nella fase della gestione successiva alla chiusura, fino a che l’ente competente accerti che la discarica non comporti rischi per la salute e l’ambiente. In questo caso fa stato l’Ordinanza federale sulla prevenzione e lo smaltimento dei rifiuti (OPSR), dove viene richiesto che, dopo la chiusura della discarica, non si presentino effetti dannosi, in particolare in riferimento alle acque sotterranee. I risultati dell’analisi dimostrano che le emissioni di dilavamento del corpo della discarica superano i valori soglia e i valori limiti fissati per le acque sotterranee. Per questo motivo dev’essere posata una adeguata impermeabilizzazione superficiale, avente lo scopo di ridurre o minimizzare le emissioni dopo la chiusura della discarica.
L’OPSR prevede una post-gestione di 50 anni con la possibilità di ridurre questa durata a 15 anni nel caso in cui sia dimostrato che le emissioni sono sotto controllo. Sulla durata di almeno 5 anni la fertilità del terreno superficiale va sorvegliata. Lo scopo dell’approfondimento dell’analisi è di minimizzare la durata della post-gestione.
Importante intervento di impermeabilizzazione finale con la posa della speciale miscela Trisoplast® della ditta olandese Tritech Solutions
La sistemazione finale della discarica consiste in una copertura mediante una struttura multistrato e un adattamento del corpo della discarica stessa al terreno circostante, costituito da depositi di materiale di scavo (tipo A) e da materiali inerti (tipo B). Il corpo della discarica sarà ricoperto da uno strato di impermeabilizzazione (sistema Trisoplast, composto da polimeri, bentonite e sabbia) che viene compattato per uno spessore di 20 cm, su un telo geotessile, ricoperto da un secondo telo geotessile e poi da uno strato drenante di materiale ghiaioso dello spessore di 40 cm a sua volta coperto da materiale terroso poi seminato fino a uno spessore di 5 metri sulle aree poi piantumate.
Trisoplast® è una soluzione di isolamento robusta, flessibile, durevole e sostenibile che consiste in un componente speciale di argilla-polimerica o sintetica, un materiale di caratteristiche simili all’argilla, ottenuto da polimeri sintetici e betonite mescolata con sabbia e acqua. Questa speciale composizione della ditta olandese Trisoplast risulta adoperata un po’ in tutto il mondo e di ottimo effetto come rivestimento di fondo ecologico per discariche, terminali di cisterne, siti industriali e infrastrutture. Trisoplast è anche la soluzione per rendere impermeabili le strutture sotterranee e per la costruzione di stagni e bacini d’acqua. Questo prodotto di punta olandese, brevettato, è utilizzato da più di 20 anni in tutto il mondo perché crea una struttura di gel forte e coesiva con proprietà isolanti notevolmente migliori rispetto ai materiali di rivestimento minerali tradizionali.
La copertura Trioplast, che ha una struttura piuttosto secca, è uno strato robusto con un alta capacità di carico e un alto grado di stabilità sui pendii. È pure altamente resistente alla disidratazione e al ritiro. Insomma una soluzione che dovrebbe risultare durevole e sostenibile, con un alto grado di protezione ambientale malgrado un minor utilizzo di materie prime scarse, contribuendo così a una maggiore sostenibilità ambientale.

Da destra a sinistra sulla foto: installazione della miscela Trisoplast in discarica, compattata per uno spessore di 20 cm tra teli geotessili e ricoperta da uno strato drenante e pressante di materiale ghiaioso dello spessore di 40 cm. (Foto Lino Succetti)
Il post- chiusura
Si prevede di non procedere al rimboschimento della superficie occupata dalle tappe IV-A / IV-B / V, ma di adibire le superfici a prato falciabile (32’400 m2), alla piantumazione di circa 160 piante di noci e alla valorizzazione di un biotopo esistente. Questa soluzione presenta notevoli vantaggi in relazione alla lotta alle neofite e consegna superfici d’agricoltura, pur togliendole alla superficie forestale. È stato tuttavia considerata la continua avanzata del bosco nel Moesano.
La prima tappa della sistemazione finale è stata completata nel 2021, la seconda è appena stata collaudata e la terza tappa sarà ultimata nel 2031. Si prevede che la discarica di Lostallo Tec Bianch rimarrà attiva fino al 2031 per materiali di tipo D e fino al 2036 per materiali di tipo A e B.

L’area della discarica è suddivisa secondo diverse tappe o momenti di esercizio: tappe I-III già completate e senza impermeabilizzazione, tappa IV A e B già completata, discarica di tipo E ed D e impermeabilizzata, tappa V quale discarica di tipo D con capacità rimanente di circa 177’000 m3.





Buon giorno Lino,
Grazie mille per le preziose informazioni.
Da quanto tempo i limiti venivano sorpassati? Da quando la CRER ne era al corrente?
E corrisponde al vero che durante l’alluvione di giugno 2024 l’acqua di percolato è finita nella Moesa a causa dei problemi tecnici riscontrati all’impianto di depurazione?
Grazie per rispondere alle mie domande.
Cordiali saluti,
Enea Bettè, già Manager Regionale.
Per Enea,
vedo con piacere che hai apprezzato il da te citato comunicato ufficiale della CRER.
Per le tue domande ti rispondo che, contrariamente a quanto asserisci, la CRER non ha impianti di depurazione e i problemi, tra gli altri come saprai ben maggiori dovuti all’imprevedibile e devastante alluvione di particolare intensità a Sorte, li ha avuti il depuratore di Lostallo. Rivolgiti ev. al Comune.
Se vuoi altre informazioni inerenti la CRER e in particolare per la discarica di Sorte ti invito a leggere il dettagliato Rapporto ambientale pubblicato sul sito CRER, dove potrai leggere che ogni operazione rispecchia i limiti dell’ordinanza cantonale e federale. Per domande supplementari puoi comunque rivolgerti direttamente all’ufficio Natura Ambiente Grigioni (UNA)organo responsabile per il monitoraggio di ogni operazione eseguita nel comprensorio CRER e nella discarica di Sorte.
Cordiali saluti
Lino
Stimato Lino,
Ho letto (già precedentemente) con attenzione e anche fatto valutare la documentazione da persone del settore (per non incorrere nel pericolo di dire panzanate, visto che non è il mio settore).
Per valori superati mi riferisco qui a quanto scritto nell’articolo: “I risultati dell’analisi dimostrano che le emissioni di dilavamento del corpo della discarica superano i valori soglia e i valori limiti fissati per le acque sotterranee. Per questo motivo dev’essere posata una adeguata impermeabilizzazione superficiale, avente lo scopo di ridurre o minimizzare le emissioni dopo la chiusura della discarica”.
Per questo e altri motivi avevo anche richiesto un incontro, che però è stato rifiutato dal comitato (e scusami il gioco di parole).
Grazie di nuovo per i charimenti.
Saluti, Enea.