di Teresio Bianchessi
«Dobbiamo disarmare le parole, per disarmare le menti e disarmare la Terra. C’è un grande bisogno di riflessione, di pacatezza, di senso della complessità…»
Sono parole dalla lettera che Papa Francesco ha inviato al Corriere della sera, supplica, invito a tutti coloro che hanno il compito di informare a “…sentire tutta l’importanza delle parole. Non sono mai soltanto parole: sono fatti che costruiscono gli ambienti umani. Possono collegare o dividere, servire la verità o servirsene».
La semplicità, la nitidezza della comunicazione del pontificato di Francesco disarmano, solo i disattenti non penetrano i suoi profondi ammonimenti che invitano a fare una chiesa da campo, occuparsi delle periferie, usare parole cortesi nella vita coniugale e familiare, ringraziare, chiedere scusa, evitare pettegolezzi.
Saggezza che viene disattesa… quanto male invece fanno le parole gettate al vento e quanto ne fanno anche quelle che quotidianamente ci propinano i telegiornali di tutte le TV: “Guerra di qua…guerra di là… di corsa …andiamo a vedere cosa succede sul campo…” e l’enfasi, subdolamente, ricorda una cronaca sportiva, una partita di calcio, Milan Inter: “…questo ha lanciato un missile che è andato più veloce…l’altro ha abbattuto 46 droni… il primo ha centrato il condominio e l’ospedale, l’altro una scuola: 2 a 1”.
Ah… i sepolti? Un numero.
Che opinione pubblica creano…da stadio, da arena di Roma antica! Vogliamo tornare lì?
Parole volute, studiate, per narcotizzarci, per farci perdere coscienza, disgusto dell’orrore nauseabondo della guerra.
Disarmiamo le parole, incamminiamoci verso un mondo di pace.
Continuo a scrivere accorate parole anche se mi sono arreso al presente… ma non al futuro.





qualche approfondimento, ringraziando il Lavoro di RSI:
https://www.rsi.ch/play/tv/cliche/video/giuseppe-antonelli?urn=urn:rsi:video:2695622
Il Coraggio della Moderazione – di Montesquieu
https://www.rsi.ch/rete-due/programmi/cultura/alphaville/%E2%80%9CMontesquieu.-Il-coraggio-della-moderazione%E2%80%9D–2717393.html