Un po’ mi infastidisce la novità, oramai consolidata in quasi tutti i matrimoni, di predisporre e programmare la “seduta” degli invitati: al tavolo fragola le amiche della sposa, al melone quelli dello sposo, poi mirtilli, pesche, ananas piuttosto che gigli, rose, margherite.
Faticoso anche per gli sposi che, magari bisticciando, hanno fatto e rifatto mille volte i tavoli!
Chi si ricorda invece le lunghe tavolate, le rincorse alla fine della celebrazione, subito dopo aver fatto un precipitoso salto in bagno, per prendere posto al tavolo; un vero slalom che aveva anche lo scopo di agganciare il compagno o la compagna che si voleva avere vicino.
Qualcuno, il più sprovveduto, finiva relegato all’angolo che risultava disagevole due volte: la prima perché eri l’ultimo a cui riempivano il piatto, la seconda perché non offriva alcuna possibilità di intrecciare ragionamenti e magari ammiccamenti, che nei matrimoni risultano preamboli favorevoli di amori futuri; così come, per le ragazze, afferrare il bouquet della sposa.




