Mio nonno non è una locomotiva. Chiasso e la memoria della guerra tra grande storia e destini individuali di Silvana Bezzola Rigolini, edito da Salvioni, è un’opera che intreccia memoria familiare e storia collettiva, focalizzandosi su un episodio poco noto della Seconda Guerra Mondiale avvenuto in Svizzera.

Il libro ricostruisce la vicenda di Lindoro Bezzola, macchinista di locomotive a vapore alla stazione di Chiasso, rimasto ucciso l’11 gennaio 1945 sotto un bombardamento aereo alleato. Attraverso ricerche in archivi svizzeri e statunitensi, documenti, fotografie e testimonianze dell’epoca, l’autrice dà voce a una tragedia dimenticata che ha colpito una famiglia e una comunità, in un paese ufficialmente neutrale durante il conflitto. Il titolo, evocativo e simbolico, sottolinea la volontà di restituire umanità a una figura spesso ridotta a semplice ingranaggio della macchina bellica.
Il libro verrà presentato domenica 18 maggio 2025 alle ore 17:00 presso LaFilanda di Mendrisio.





Spinto dagli avvenimenti bellici che interessarono l’Italia (in particolare vissuti dai miei nonni e genitori e zii) sto affrontando il tema dei bombardamenti alleati anglo-americani contro i regimi fascista e nazista. Non conoscevo il fatto di Confine a Chiasso, immagino sia stato un tragico errore, perché la efficacia nel colpire gli obiettivi non era allora molto elevata: ci si basava molto sulle capacità dei piloti e del loro osservatore nella torretta. Nel massiccio bombardamento su Milano il 13 agosto 1943, almeno cinquecento bombardieri provenienti dall’Inghilterra colpirono sia gli obiettivi militari (le fabbriche milanesi riconvertite alla produzione di armi) sia strutture civili, tra le quali la Basilica di Sant’Ambrogio simbolo di tutti i Milanesi … il Cenacolo di Leonardo da Vinci si salvò per miracolo, unica parete del refettorio di Santa Maria delle Grazie rimasta in piedi !!! un Pilota britannico che intendeva alleggerire l’apparecchio prima del ritorno alla base, fece un errore di valutazione terribile: credendo di sganciare nelle campagne a Nord della Città di Legnano, colpì invece un numeroso gruppo di persone che stavano sfollando dalle abitazioni operaie del Cotonificio Cantoni, 30 persone persero la vita ed oltre un centinaio furono ferite, alcune anche gravemente, una mia prozia perse un braccio … cose tristi, anche spaventose, che tuttavia furono un “pegno” da pagare al liberarsi da una tirannìa che stava opprimendo i Popoli su suolo europeo.
Poscritto: anni fa l’anziano Capannaro dell’Alpe Pian delle Creste (alta Val Bavona) raccontò a me e mio fratello Carlo che dall’alpeggio vedeva i bagliori dei bombardamenti su Milano !!!