Si la pace, ma….come?

di Nicoletta Noi Togni

Il 6 agosto del 1837, una domenica d’estate come tante, il paese di San Vittore dove sono nata e cresciuta, fu funestato da un grave fatto di sangue. Un uomo veniva ucciso nella Chiesa Collegiata durante la celebrazione della Santa Messa. Paura, orrore, costernazione. La chiesa rimase a lungo sconsacrata. Cos’era successo? Che un giovane notabile, si dice sostenuto dai suoi fratelli – tutti ben addestrati all’uso delle armi – stanco di subire lui e la sua famiglia i soprusi derivanti da un sistema oligarchico di famiglie, decideva di uccidere lo zio autore di continue vessazioni nei loro confronti. Il contesto meriterebbe un approfondimento temporale, storico e sociale, cosa che mi propongo di fare in una prossima pubblicazione sull’evento sopracitato. Ciò che oggi mi colpisce nella descrizione di quel tempo è l’analogia con i recenti accadimenti mondiali. Uno per tutti: in Europa (oggi nel mondo) veniva celebrato e ubbidito (siamo nel Barocco) “der reiche Herr”, un mezzo Dio (Halbgott) detto anche “Edelmann” ciò che accostava, in quei tempi, la ricchezza alla nobiltà o addirittura la rendeva sinonimo.

Ritornando al delitto di San Vittore del 1837, il fratello notabile che si era assunto la paternità del crimine per liberare finalmente la sua famiglia dalle angherie dello zio oligarca, avrebbe potuto invocando la sola pace e servendosi della sola diplomazia  giungere alla giustizia? Probabilmente no ed allora non gli sarebbe restato altro, a lui e alla sua famiglia, che inchinarsi e ubbidire all’Edelmann. Non intendo con ciò giustificare un delitto ma solo far capire quanto sia difficile applicare il concetto di una pace che può essere solo ingiusta.

Oggi – non siamo più nel Barocco e neppure nel Novecento della seconda guerra mondiale – sembrano ripresentarsi autocrazie e oligarchie mentre un impudente, addirittura serafico nel suo cinismo Halbgott americano parla di pace, unendosi al coro dei personaggi che pronunciano questa parola mentre bombardano ospedali, scuole e riempiono di terrore gli occhi di tantissimi bambini che si chinano sui corpi straziati dei loro genitori.

Anch’io, come tanti altri, vorrei poter parlare di pace. Ma l’esperienza mi ha insegnato che con la forza bruta non si può ragionare. I diritti umani – una conquista degli anni quaranta insanguinati -, gli ideali che hanno portato alla fondazione dell’Europa unita, lo stesso Stato di diritto impallidiscono di fronte alla forza bruta e risultano impotenti. A meno che si abbia il coraggio di reagire, di opporsi. Non vorremmo farlo con le armi poiché sappiamo che violenza richiama violenza e non vorremmo certo mettere altro terrore negli occhi dei bambini. Ma la difesa del nostro territorio come tale ci viene chiesta dalla stessa Costituzione federale. E quello degli altri? Stringiamoci almeno a questi altri e facciamo di tutto per proteggerli sostenendo anche chi – in questo caso l’Europa – sta cercando di farlo.

2 commenti su “Si la pace, ma….come?”

  1. Personalmente voglio essere positivo e sono convinto che negli USA esistano gli anticorpi necessari per isolare il trumpismo impedendogli di svilupparsi oltre. Le esagerazioni di queste ultime settimane non porteranno al MAGA, credo piuttosto ad un MADA = make america down again. Persone di capacità intellettuali e lavorative stanno già “pagando”, quando il Popolo USA sarà confrontato con il portamonete più leggero … reagirà, ed il Presidente andrà in disgrazia.
    Non cominciamo a posizionarci su idee di contrapposizione del genere militare! Il trumpismo è una ideologia a termine, il mandato è di quattro anni, a meno di imposizioni fasciste che non credo possano imporsi nel Mondo anglofono … la mia personale predizione è che il trumpismo sarà spazzato via. Magari già prima della fine del mandato del Presidente? Le manifestazioni di piazza di ieri e di oggi parrebbero dare un segnale in quel senso. Affaire à suivre!

  2. ooopsssss… forse non era lo spazio più adatto per parlare dei Dazi trumpiani, che sono pur sempre un atteggiamento aggressivo da “cinturone e Colt 45” che può far male a tutti nel Mondo, particolarmente ai più deboli. Così mi piacerebbe approfondire, chiedendo scusa alla Signora Noi Togni per aver utilizzato lo spazio del suo pensiero sulle Guerre.

    ottima e ad ampio raggio l’analisi del Signor Minoli in RSI sul fenomeno “dazi” del trumpismo.

    https://www.rsi.ch/info/mondo/Dazi-ecco-l%E2%80%99obiettivo-di-Trump–2738624.html

    La si potrebbe completare con quella dell’Economista Sergio Rossi ascoltata qualche giorno fa:

    https://www.rsi.ch/info/mondo/Un%E2%80%99America-a-corto-di-liquidi–2715887.html

    … Rossi evidenzia che la spinta a scelte semplicistiche (basate su una semplice operazione aritmetica dei Bilanci Commerciali) è mossa dall’enorme debito pubblico nazionale statunitense e dalla mancanza di liquidità, dunque dalla necessità di “fare cassa” il prima possibile.

    Il motivo di tutto questo baillame credo sia la IGNORANZA del Gruppo che circonda il Presidente USA, ignoranza dei dettagli che vengono IGNORATI dall’approccio semplicemente aritmetico della Bilancia dei Commerci.

    La Direttrice di Economiesuisse ha fatto molta chiarezza lunedì sera da Reto Ceschi in TV.

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