Un progetto di risparmio federale poco ragionato che tocca anche il Grigioni italiano.

di Dante Peduzzi

Di questi tempi, quasi giornalmente, sui mezzi di informazione si discute di pacchetti di risparmio che la Confederazione intende mettere in atto per equilibrare le finanze pubbliche. Fra le misure ventilate c’è la proposta di stralciare il credito di 5 mio di franchi all’anno destinatio al Fondo Svizzero per il Paesaggio (FSP). Il risparmio dovrebbe diventare effettivo nel 2027, ma già nelle prossime sedute delle Camere Federali se ne discuterà.

Il FSP è stato fondato nel 1991 in occasione del Settecentesimo compleanno della Confederazione con l’obiettivo di salvaguardare il nostro paesaggio. Da allora si stanziano dei contributi per sostenere in tutta la Svizzera dei progetti promossi dalle comunità locali. Il FSP non finanzia mai completamente un progetto, ma il suo aiuto risulta determinante per potere accedere ad altri sostegni da parte di enti e di privati. Negli ultimi anni il FSP è diventato un centro di competenza per le questioni relative al paesaggio. Quando un progetto è degno di sostegno da parte del FSP, significa che è stato sottoposto ad una seria valutazione per quanto riguarda gli interventi sul paesaggio rurale e sulla cultura architettonica.

Negli ultimi 34 anni il FSP ha promosso nei Grigioni ben 311 progetti ai quali sono andati 20.5 milioni, tutti soldi che sono restati nel Cantone, segnatamente nelle diverse imprese locali.

Nelle valli del Grigioni italiano i progetti sostenuti dal FSP hanno riguardato la costruzione di muri a secco, la sistemazione delle selve castanili, la rinaturazione e rivitalizzazione di fiumi, il recupero di strade storiche ecc., solo per citare gli ambiti più importanti. In altre parti del Cantone il FSP ha sostenuto il recupero di sentieri per il turismo lento, il rifacimento di tetti con le scandole, il recupero di stagni e ruscelli, ecc. Per tutti questi progetti sono stati investiti in 5 anni nei Grigioni 1,5 milioni di franchi, poca cosa, in fondo, se pensiamo ai risultati generati.

Quando si parla di risparmio a livello federale, non si potrebbe evitare di tagliare delle posizioni a preventivo senza penalizzare direttamente le comunità locali dell’intero Paese? Rinunciando per esempio all’acquisto di un solo drone militare Humels che costa 50 milioni (senza contare le spese supplementari) si potrebbero finanziare 10 anni di investimenti per il nostro paesaggio.

Mi auguro che i rappresentanti alle Camere Federali intervengano decisamente per evitare che si taglino i contributi al FSP con la conseguente perdita di uno strumento di finanziamento federale di grande successo che ha generato ricadute importanti in favore del nostro splendido paesaggio rurale guardato con ammirazione anche dall’estero.

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